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Samarobriva
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mwawmwbaSamarobriva è il nome della città di mwbqAmiens in epoca gallo-romana. Dopo le distruzioni della mwbgseconda guerra mondiale, prima di procedere alla ricostruzione, furono intrapresi scavi archeologici nel centro cittadino che riportarono alla luce numerosi resti della città romana. Grazie agli studi condotti su tali ritrovamenti, l'antica città è una delle meglio conosciute della mwbwGallia Belgica.

Contents

Storia
Note

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Origine del nome

Il nome gallo-romano di mwcwSamarobriva deriva dal mwdagallico "ponte (mwdqbriva) sulla mwdgSomme (mwdwSamara)".

Il nome del popolo gallico che abitava la regione, gli mweqAmbiani, si sostituì in seguito a quello della città loro capitale, divenuto mwegAmiens, dove la "s" finale si spiega con una derivazione dall'mwewaccusativo mwfaplurale mwfqAmbianos o dall'mwfgablativo-mwfwlocativo plurale mwgaAmbianis.

Storia

Il sito della città, sulla terrazza fluviale che domina i fiumi mwgwSomme e mwhaAvre, fu occupato dal mwhqPaleolitico (circa 500.000 anni fa).

Al momento dell'arrivo dei mwhwRomani, la regione era occupata, su entrambe le rive della Somme dalla mwiatribù gallica degli mwiqmwigAmbiani. Gli scavi archeologici hanno restituito la loro monetazione degli inizi del mwiwIII secolo a.C., ispirata dagli mwjastateri di mwjqTaranto, dimostrando l'importanza degli scambi commerciali per questa popolazione, ma non hanno riportato in luce alcun abitato sul sito di Amienscite-ref-hubscher-1-0[1]. mwkgGaio Giulio Cesare, tuttavia, cita mwkwSamarobriva nel suo mwlamwlqDe bello gallico: racconta infatti che dopo il suo primo tentativo di conquistare la mwlgmwlwBritannia, stabilì i propri quartieri invernali dall'autunno del mwma54 a.C. alla primavera del mwmq53 a.C. a mwmgSamarobriva, dove convocò per due volte un consiglio dei rappresentanti delle tribù galliche (mwmwconcilium Galliae)cite-ref-2[2].

Nascita della città

Il mwogCastrum instaurato da Cesare dovette perdurare fino ai primi anni del governo di mwowAugusto. Intorno a questo campo e a quelli forse successivi, probabilmente si svilupparono degli insediamenti civili (mwpamwpqcanabae), che spinsero i Romani a fondare in questo luogo il capoluogo degli mwpgAmbianicite-ref-hubscher-1-1[1].

mwraMarco Vipsanio Agrippa, governatore della mwrqGallia nel mwrg20-mwrw19 a.C., per volere di Augusto realizzò una rete di città e mwsastrade romane a partire da mwsqmwsgLugdunum (mwswLione), con lo scopo di favorire la mwtaromanizzazione dei Galli e di controllarli. Il sito di mwtqSamobriva si trovava in corrispondenza di una doppia confluenza: della mwtgAvre, a monte, e della mwtwSelle, a valle, nella mwuaSomme. Nel punto in cui la via di Agrippa tra mwugLugdunum e mwuwmwvaGesoriacum (mwvqBoulogne-sur-Mer) attraversava la Somme venne costruita la città. Con l'etichetta di mwvgSamarobriu (ovvero mwvwSamarobriva Ambianorum) compare sulla mwwaTavola Peutingeriana.

La città più antica, che sostituì l'accampamento romano (di cui non sono finora stati rinvenuti resti), fu costruita con la tipica pianta regolare delle città romane: le strade si intersecavano ad angolo retto per formare gli isolati di abitazioni. Del primo impianto, datato agli inizi del mwwgI secolo a.C., sono stati identificati quattro mwwwdecumani e sei mwxacardini, su una superficie di 20 mwxqettari.

Sviluppo in età alto-imperiale

La città si sviluppò quando l'imperatore mwyaClaudio decise la conquista della mwyqBritannia (mwyg43-mwyw47), fino a raggiungere una superficie di 150 ettari e 15.000 abitanti.

La posizione di Samarobriva all'incrocio di più strade si era rafforzata con lo sviluppo della rete stradale:

• la mwzwvia Agrippa verso il mare, che attraversava la città in diagonale, si dirigeva fuori dalla città in diverse direzioni: le due principali erano verso mwaaAndemantunum-mwagLangres (importante crocevia sul percorso tra mwawLugdunum-Lione e mwbamwbqAugusta Treverorum-mwbgTreviri), tramite mwbwRodium-mwcaRoye, mwcqNoviomagus-mwcwNoyon, mwdamwdqAugusta Suessionum-mwdgSoissons e mwdwmweaDurocortorum-mweqReims, oppure verso mwegmwewAugustodunum-mwfaAutun, tramite mwfqEstrées-sur-Noye, mwfgPaillart, mwfwSaint-Just-en-Chaussée, mwgaAugustomagus-mwggSenlis, mwgwLantinum-mwhqMeaux, mwhgAgedincum-mwiaSens e mwiqAutessiodurum-mwiwAuxerre;
• una strada verso mwjqNementacum-mwjwArras e mwkamwkqBagacum Nerviorum-mwkgBavay;
• una strada verso mwlamwlqAugusta Viromanduorum-mwlgSan Quintino;
• una strada verso mwmamwmqRotomagus-mwmgRouen;
• una strada verso mwnaCaesaromagus-mwngBeauvais.

La città era sicuramente un crocevia commerciale, centro di ridistribuzione della produzione delle campagne circostanti e centro di diffusione della mwoaromanizzazione. Gli scavi hanno mostrato la presenza di luoghi di culto dedicati alle divinità del pantheon romano, come mwoqGiove, mwogMercuriocite-ref-3[3], mwpwBacco o mwqaVenere, ma anche la persistenza del culto degli dei gallici, come mwqqCernunno o mwqgGesacus. Un'iscrizione di dedica ricorda il dio locale mwqwVeriugodumnuscite-ref-4[4].

Subì due grandi incendi, identificati negli scavi archeologici: uno negli anni 80-95 e un secondo negli anni 160-180cite-ref-hubscher-1-2[1].

Organizzazione politica

La città era il centro della mwtwmwuacivitas degli mwuqAmbiani, sotto il controllo del mwuglegato imperiale, governatore della mwuwprovincia della mwvaGallia Belgica, che aveva sede a mwvqmwvgDurocortorum (mwvwReims). Il potere locale era esercitato da un'assemblea di notabili, che costituivano l'mwwaordine dei decurioni, il senato locale.

Un'iscrizione rinvenuta in un santuario rurale della Forêt d'Eu, che dipendeva dalla mwwwcivitas degli Ambiani, ci informa del mwxamwxqcursus honorum di un notabile di Samarobriva, un certo Lucio Cerialo Retto, che aveva offerto al santuario un teatro. Questi era stato successivamente prefetto per la repressione del brigantaggio, questore incaricato delle finanze cittadine, quattuorviro, ovvero membro della suprema magistratura cittadina e sacerdote di Roma e di Augusto, presiedendo, in questa veste, le cerimonie del mwxgculto imperiale locali e rappresentando la città nella festa provinciale di mwxwmwyaLugdunum. La carica sacerdotale costituiva il coronamento della carriera locale e costituiva talvolta il trampolino per passare all'amministrazione imperialecite-ref-hubscher-1-3[1].

Declino e periodo tardo-imperiale

Gli scavi archeologici hanno permesso di concludere che verso il 260 Samarobriva aveva perso circa la metà della sua popolazione. La città e le campagne vicine subirono diverse incursioni dei mwzwSassoni e dei mw0aFranchi, come testimoniano i tesori monetari riportati alla luce.

La città fu ulteriormente danneggiata dalle invasioni dei Franchi e degli mw0gAlemanni nel 275-276: la sua superficie si ridusse a 30 e poi a 20 ettari e la sua popolazione a 2.000 o 3.000 abitanti. Alla fine del III secolo si riorganizzò circondandosi di mura (alte 10 m e spesse 3,68 m) che la proteggevano e occupando solo l'impianto primitivo. L'mw0wanfiteatro fu trasformato in una fortificazione.

Tra la fine del III e gli inizi del IV secolo, la città prese il nome di mw1qCivitas Ambianensium o mw1gAmbianorum ("città degli Ambiani"), poi divenuto Amienscite-ref-hubscher-1-4[1]. Rinforzò il proprio ruolo militare e dalla mw2wmw3aNotitia dignitatum sappiamo che agli inizi del IV secolo vi fu formato un corpo di cavalleria mw3qcatafratta (corazzata) e lo storico mw3gAmmiano Marcellino la descrive come "eminente". Vi ebbe inoltre sede il prefetto di un corpo di mw3wausiliari mw4asarmate, di stanza ad Amiens e a mw4qReims. Dagli scavi provengono oggetti di origine mw4ggermanica e delle fabbriche d'armi si installarono ad est del foro cittadino.

L'usurpatore mw5aMagnenzio (350-353), nato ad Amiens nel 303, durante il suo dominio aveva creato in città una mw5qzecca monetaria. Nel 367 l'imperatore mw5gValentiniano I vi fece proclamare mw5waugusto suo figlio mw6aGraziano. La città subì ancora distruzioni in seguito alle incursioni barbariche nel 406.

Cristianesimo

Il primo vescovo della città storicamente attestato è forse un certo Eulogio, che avrebbe partecipato allo pseudoconcilio di mw6wColonia nel 346. La tradizione mw7aagiografica, senza grande fondamentocite-ref-hubscher-1-5[1], riporta invece come primo vescovo della mw8qdiocesi di Amiens mw8gFirmino, proveniente da mw8wPamplona e mw9amartirizzato nel 303 nell'anfiteatro trasformato in fortezza. mw9qMartino di Tours, che era un legionario di stanza ad Amiens nel 334 o nel 354, avrebbe incontrato alle porte della città un povero senza vestiti e avrebbe tagliato in due il suo mantello per darne una metà al mendicante. La notte seguente gli sarebbe apparso in sogno il Cristo ed egli si sarebbe convertito al Cristianesimo. L'episodio è raccontato da mw9gSulpicio Severo (360 circa - 420) nella sua mw9wmw-aVita Martinicite-ref-5[5].

Principali monumenti

• mwaqaForo (320 x 125 m, dall'attuale municipio all'attuale Palazzo di Giustizia): si trattava di un foro doppio (che occupava due isolati), chiuso, circondato di portici ed edifici pubblici. Vi si trovavano un tempio e, perpendicolare all'asse della piazza, una mwaqebasilica, le cui fondazioni sono state riportate in luce sotto l'attuale piazza Gambetta. Alcuni dei resti conservati nel sottosuolo sono visibili per mezzo di due oblò aperti nella piazza.
• mwaqmTerme romane di rue de Beauvais, della prima metà del II secolo e abbandonate nel III secolo, erano tra le più vaste terme della Gallia, con una superficie di un ettaro. Avevano un ingresso monumentale, una palestra circondata da portici, due grandi sale con piscine e panche, frigidario, tepidario e calidario verso ovest. Si conservano anche altre sale di incerta identificazione e i resti di un acquedotto e di due forni. Nelle fondazioni sono reimpiegati frammenti architettonici che dovevano appartenere ad un edificio pubblico del secolo precedente, sorto nello stesso luogocite-ref-6[6].
• Terme romane di rue du Chapeau de violettes (in corrispondenza dell'attuale campanile).
• mwaqoAnfiteatro, rimesso in luce nel 1900 nel corso dell'ampliamento del Municipio e datato agli inizi del I secolo. La mwaqscavea di forma ovale misurava 113 x 95 m, con una superficie di 7.700 m2. Lo spazio lasciato alle gradinate permette di ipotizzare una capacità tra i 12.000 e 15.000 spettatori, ovvero all'incirca l'intera popolazione cittadina. Trasformato in fortificazione nel III secolo, divenne quindi nel Medioevo il mwaqwCastillon, che fu sede del potere comitale fino al 1117, quando fu conquistato, dopo due anni di assedio, dal re mwaq0Luigi VI.
• mwaq8Mitreo (presso la stazione degli autobus), ipotizzato in base al ritrovamento della gamba di una statua di mwaraCrono mitriaco.
• mwariTeatro, con cavea di 120 m di diametro e datato alla fine del I secolo. I resti sono stati rimessi in luce nel 2006cite-ref-7[7] e sono state in parte smantellati per i lavori di sistemazione del quartiere di La Vallée (presso la Gare du Nord) nel marzo 2007cite-ref-8[8].
• Mura del III secolo: un settore, costruito tra il 276 e gli inizi del IV secolo, è stato visto in scavi del 2006, in occasione della costruzione di nuovi edifici nella ZAC Cathédralecite-ref-9[9]
• mwaseNecropoli: lungo le vie che escono dalla città, in particolare verso est e verso sud. Sono state scoperte circa 400 sepolturecite-ref-hubscher-1-6[1].

Numerosi oggetti archeologici provenienti dagli scavi sono esposti nel mwascMuseo di Piccardia (mwasgMusée de Picardie) di Amiens. Tra questi la "mwaskpatera di Amiens" (seconda metà del II secolo), una coppa metallica su cui sono incisi i nomi di sei dei campi fortificati del mwasovallo di Adriano.

Note

cite-note-hubscher-11. Ronald Hubscher (a cura di), mwat0Histoire d'Amiens, Éditions Privat, Toulouse, 1986.
cite-note-22. mwaueGaio Giulio Cesare, mwauimwaumDe bello gallico, V, 24 e 53. Il sito dove svernava Cesare è citato anche in una lettera di mwauqMarco Tullio Cicerone, mwauuAd Trebatium, VII, 11, 12 et 16.
cite-note-33. I templi di Giove e Mercurio sono tuttavia sono menzionati nella tarda e agiografica mwaukpassio di mwauosan Firmino: C. Pietri, voce "mwausSamarobriva or Samarabriva (Amiens)", in mwauwThe Princeton encyclopedia of classical sites, Princeton, Princeton University Press, 1976.
cite-note-44. mwavamwaveCILmwavi mwavmVIII, 3490 e mwavqmwavuCILmwavy mwavcVIII, 3487.
cite-note-55. mwavsSulpicio Severo, mwavwmwav0Vita Martini, 3, 1.
cite-note-66. C. Pietri, voce "mwaweSamarobriva or Samarabriva (Amiens)", in mwawiThe Princeton encyclopedia of classical sites, Princeton, Princeton University Press, 1976
cite-note-77. Xavier Bailly et Jean-Bernard Dupont, mwawyHistoire d'une ville: Amiens, Amiens, Scérén-C.R.D.P., 2013 (ISBN 978-2-86615-391-5), p. 38
cite-note-88. mwawsLa questione del teatro mwawwArchiviatomwaw0 il 3 settembre 2014 in mwaw4Internet Archivemwaw8. sul blog di Jacques Lessard, 10 aprile 2007 (sito consultato il 12 settembre 2014).
cite-note-99. Xavier Bailly e Jean-Bernard Dupont, mwaxqHistoire d'une ville: Amiens, Amiens, Scérén-C.R.D.P., 2013 (ISBN 978-2-86615-391-5) p. 42; mwaxyRapporto di attività dell'INRAP, 2006 mwaxcArchiviatomwaxg il 17 ottobre 2012 in mwaxkInternet Archivemwaxo., p.103; Jacques Heers, mwaxwLa Ville au Moyen Âge, Fayard, 1990, p. 16.

Bibliografia

• Albéric de Calonne, mwayaHistoire de la ville d'Amiens, volume 1, Amiens, Piteux Frères, 1899
• François Vasselle e Ernest Will, "L'enceinte du Bas-Empire et l'histoire de la ville d'Amiens", in mwayiRevue du Nord, n. 160, 1958 pp.467-482
• Jean Estienne e François Vasselle, mwayqLe Bel Amiens (con prefazione di mwayuRobert Mallet), Amiens, Etienne et Vasselle Éditeurs, 1967, pp.18-51
• C. Pietri, voce "mwaycSamarobriva o Samarabriva (Amiens)", in mwaygThe Princeton encyclopedia of classical sites, Princeton, Princeton University Press, 1976.
• Didier Bayard, Jean-Luc Massy, mwayoAmiens romain, Samarobriva, Ambianorum, Amiens, mwaysRevue archéologique de Picardie, 1983 (mwaywrecensione)
• Didier Bayard, Jean-Luc Massy, "Le développement d'Amiens romain du Ier s. av. J.C. au IVe s. ap. J.C.", in mway4Revue archéologique de Picardie, 1984 (mway8testo on line).
• Ronald Hubscher (a cura di), mwazeHistoire d'Amiens, Toulouse, Éditions Privat, 1986
• Xavier Bailly e Jean-Bernard Dupont (a cura di), mwazmHistoire d'une ville: Amiens, Amiens, Scérén-C.R.D.P., 2013 ISBN 9782866153915

Collegamenti esterni

• mwazgDes entrepôts et un théâtre gallo-romains à Amiens, INRAP
• mwazoDes entrepôts, une nécropole et un théâtre gallo-romains à Amiens INRAP 2009-2012